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| In
Evidenza |
| Sindaco in carica |
| Dott. Andrea Donato |
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Dall’IACP FUTURA è silenzio assoluto |
| L’IACP
- FUTURA ha lodevolmente deciso, a suo tempo, la costruzione di 60
appartamenti che ha quasi realizzato nelle frazioni di Trivio, Aiello-Campomanfoli
e Cortedomini ... |
Anche dai residui del pomodoro qualche cosa di buono per la società |
| La notizia
ci viene comunicata direttamente dal prof. Rocco De Prisco, docente
universitario, e componente del Consiglio Nazionale ... |
Work experience per sostenere l'occupabilità
nel sistema dell'artigianato di qualità |
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Bando 25,5 KB |
Programma regionale Carta IN |
| Concessione
ai giovani residenti sul territorio campano di una “Carta di
credito” attraverso la quale il destinatario selezionato può
accedere ad un prestito ... |
Giardini di Palazzo Calvanese, prende il via “Un Viaggio oltre
le note” |
| Siamo alla
nona edizione di una manifestazione di grande interesse artistico
e culturale che vedrà la presenza in diverse località
del comune di Castel San Giorgio di tanta musica, di tanto spettacolo
e ... |
Ente Bilaterale Turismo di Salerno |
| Sulla base dei risultati conseguiti
al termine dell'anno scolastico 2004/2005, è bandito il concorso
per il conferimento di borse di studio. |
Il
Bando 29,5 KB |
Modello
A1 8,25 KB |
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Riflessi
sulle industrie conserviere dell’Agro dopo i fatti di Puglia |
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| Quanto è accaduto
nelle ultime ore in Puglia con il blocco
di arterie e scali ferroviari a causa di manifestazioni da parte
degli agricoltori pugliesi, era prevedibile che accadesse. Il pomodoro
messo a dimora in quell’area produttiva, si sa che è
stato superiore alle quantità richieste virtualmente dalle
industrie di trasformazione. Non ci si può nascondere dietro
a un dito affermando che si è prodotta una programmazione
sbagliata. A suo tempo gli agricoltori hanno chiesto che si contrattasse
un certo quantitativo di pomodoro, pur sapendo che nei magazzini
delle aziende di trasformazione giacevano milioni di cartoni di
pomodoro pelato. Si disse, e si ripete ancora oggi, che il prodotto
in giacenza può soddisfare le esigenze dei consumatori sino
alla fine del 2005. Sicché i 64 milioni
di quintali di pomodoro messo a dimora rappresentavano e
rappresentano un’anomalia.
A tutto questo si deve aggiungere la meravigliosa resa ad ettaro
che si è verificata quest’anno. Si tenga conto, ad
esempio, che un ettaro messo a pomodoro ha sfiorato, come resa produttiva,
anche i 900 quintali.
Tutto questo ha generato una super produzione ed anche una maturazione
precoce del pomodoro, che ha provocato anche delle disfunzioni ricettive
da parte delle aziende di trasformazione.
In Puglia, però i contadini hanno accusato apertamente i
trasformatori del pomodoro di non accettare con tempestività
il prodotto e di non pagarlo secondo quanto è stato stabilito
dal Contratto Nazionale.
“Non è vero – interviene prontamente il presidente
dell’ANICAV Luigi Salvati – il pomodoro viene
pagato secondo gli accordi contrattuali; esiste una selezione fisiologica
che solitamente non va oltre il 10%, mentre sul piano dell’accoglienza
del prodotto in qualche caso si sono verificati dei ritardi. Ma
tutto questo è dovuto alla quantità di pomodoro maturato
e alle improvvise difficoltà sorte in conseguenza dei fattori
di cui si è detto. Non è vero assolutamente- continua
Salvati - che vengono alterati i prezzi dovuti ai contadini i quali
avendo davanti buon pomodoro, e tanto pomodoro, pensano di poterlo
smaltire prima ancora che…venga raccolto nei campi”.
Comunque il 2005 si caratterizza, in riferimento al settore agro-trasformativo
e ortofrutticolo, come un anno disastroso: perché i contadini
non solo sono stati penalizzati dalla quantità del prodotto
ma anche e soprattutto da quelle famose giacenze di magazzino di
cui purtroppo nessuno ha voluto tener conto. Nel complesso il 2005
deve registrare una programmazione molto superficiale in un settore
particolarmente delicato. In queste ore i rappresentanti dei conservieri
e degli agricoltori sono a colloquio con il Ministro
Alemanno, presso il Ministero delle Politiche Agricole per
trovare una soluzione al gravissimo problema che a messo in ginocchio
gli agricoltori meridionali.
A cura dell’ufficio URP
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